“L’OSSERVATORE ROMANO” E LA RIELEZIONE DI NAPOLITANO – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 22 aprile 2013

“L’Italia garantita da Napolitano”: così è intitolato il commento di prima pagina che “l’Osservatore Romano” uscito nel pomeriggio di lunedì 22 aprile affida alla penna di Marco Bellizi.

Già l’ “Avvenire” di ieri , domenica 21 aprile, aveva salutato – per mano del direttore Marco Tarquinio – la rielezione del presidente uscente come “soprassalto di saggezza politica e istituzionale”. Ciò a confermare come sia i vertici vaticani che la Conferenza episcopale italiana (che del resto in un suo comunicato aveva parlato di “esemplare disponibilità da molti richiesta”) abbiano accolto con favore il risultato del sesto scrutinio svoltosi nell’Aula di Montecitorio.

“L’Osservatore Romano” in data 22-23 aprile parla di rielezione “con una maggioranza larghissima di voti” e di “compito gravoso” per il Presidente, “che dovrà supplire così all’incapacità fin qui dimostrata dai partiti”. E’ “un compito non facile né scontato negli esiti”, a dispetto  – continua il quotidiano ufficioso della Santa Sede – della grande fiducia e la grande speranza che, a ragione, si nutrono nei confronti di Napolitano”. Fiducia e speranza dovute “in primo luogo alla sua capacità di interpretare in maniera impeccabile il ruolo di garante della Costituzione, più che, meramente, di arbitro della competizione politica”. “L’Osservatore” denuncia poi “lo spettacolo ancora una volta caotico della politica” e teme sorprese negative, anche perché “non è confortante il panorama alla vigilia delle consultazioni che si terranno al Quirinale”. “Clamorosa” la crisi del Partito democratico (“sul quale ora si allungano le ombre della scissione”) , cui il quotidiano vaticano rimprovera di essersi “appiattito da molti anni sulla sola identità antiberlusconiana”. Ce n’è anche per altri, quelli che potrebbero “fatalmente ostacolare” la “capacità riformatrice” di un nuovo Governo, sperando così di “vincere le prossime elezioni”: probabile il riferimento al Movimento 5 Stelle, ma forse non soltanto. Problematico poi anche “scegliere la giusta composizione dei membri del Governo”, già “a partire dal presidente del Consiglio”. E qui sembra di intravedere il timore che qualche nome gradito Oltretevere per “meriti storici”, come quello di Giuliano Amato, possa essere difficilmente digerito da chi invece evidenzia invece i “demeriti storici” dell’ex-delfino di Craxi.

“L’Osservatore” accenna infine cautamente anche alle turbolenze di strada che hanno accompagnato e accompagnano questa fase della vita repubblicana, “una fase in cui gli italiani (…) stanno scendendo in piazza più frequentemente del solito”. Certo gli italiani “si aspettano un sussulto di etica politica e risposte ad una richiesta di cambiamento che non può più essere, per molti motivi, ignorata”.